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Storia della CSD3

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) è una normativa europea adottata il 13 giugno 2024, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 5 luglio 2024 come Direttiva (UE) 2024/1760. Rappresenta un punto di svolta, trasformando in obblighi legali quelli che erano principi volti a promuovere la responsabilità aziendale in tema di diritti umani e ambiente.

Le origini

La CSDDD rappresenta una tappa fondamentale nel percorso legislativo dell’Unione Europea verso una maggiore responsabilità delle imprese in materia di diritti umani e tutela ambientale.

Le sue radici normative e concettuali risalgono al 2011, quando il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato i Principi Guida su Imprese e Diritti Umani, incentrati su tre pilastri fondamentali:

1. l’obbligo degli Stati di proteggere i diritti umani;

2. la responsabilità delle imprese di rispettare tali diritti;

3. il dovere, condiviso tra Stati e aziende, di garantire accesso a rimedi effettivi in caso di violazioni.

Sebbene ampiamente riconosciuti a livello internazionale, questi standard – così come le Linee Guida OCSE per le imprese multinazionali – avevano carattere puramente volontario e non vincolante. Il quadro normativo, infatti, si basava sul principio della soft law, lasciando ampia discrezionalità agli attori coinvolti.

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) colma una significativa lacuna normativa trasformando in obblighi giuridici vincolanti quelli che, fino ad oggi, erano standard volontari promossi da organismi internazionali come l’ONU e l’OCSE. La direttiva impone alle imprese operanti nell’Unione Europea di adottare requisiti legali di due diligence lungo l’intera catena del valore, con l’obiettivo di prevenire, mitigare e rimediare agli impatti negativi delle proprie attività su diritti umani e ambiente, integrando la sostenibilità nella governance aziendale. Essa garantisce un’uniformità normativa a livello europeo, superando le disomogeneità derivanti da regolamentazioni nazionali preesistenti – come quelle introdotte in Germania e Francia – e stabilisce regole comuni per tutte le imprese soggette alla direttiva. L’approccio adottato amplia la responsabilità aziendale, estendendola non solo alle attività dirette, ma anche a quelle svolte da fornitori e partner commerciali. Inoltre, l’obbligo di predisporre report di sostenibilità e piani climatici rafforza la trasparenza e promuove una maggiore consapevolezza del rischio reputazionale e ambientale, spingendo le imprese verso una condotta più etica, responsabile e allineata agli obiettivi climatici dell’UE

L'iter legislativo

La Commissione Europea ha presentato la proposta di Direttiva sulla Due Diligence delle Imprese ai fini della Sostenibilità (CSDDD) il 23 febbraio 2022, segnando l’inizio di un iter legislativo complesso e politicamente sensibile. Il testo ha attraversato numerose fasi di confronto e revisione, sia a livello tecnico che politico, coinvolgendo Commissione, Parlamento Europeo e Consiglio dell’UE in un intenso processo negoziale. La proposta è stata accolta con grande attenzione da parte di organizzazioni della società civile, reti sindacali, ONG ambientali e per i diritti umani, nonché da campagne di advocacy transnazionali, che hanno esercitato una pressione significativa affinché si giungesse a un compromesso ambizioso e vincolante.

Dopo quasi due anni di trattative, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato formalmente la direttiva il 24 maggio 2024. Il testo è stato successivamente pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 5 luglio 2024, con il numero Direttiva (UE) 2024/1760, ed è entrato in vigore il 25 luglio 2024, venti giorni dopo la pubblicazione, come previsto dall’articolo finale del provvedimento.

La fase di trasposizione e il dossier "Omnibus"

Dopo l’approvazione formale della direttiva e in vista dell’inizio della fase di trasposizione a livello nazionale, nel novembre 2024 la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen annuncia l’apertura del cosiddetto processo “Omnibus”, un’iniziativa volta a semplificare e razionalizzare il quadro normativo europeo.

Tale proposta ha sollevato preoccupazioni diffuse per il rischio di compromissione degli standard contenuti nella CSDDD, riaprendo il dibattito politico e istituzionale anche su norme già approvate.

In questo contesto, Campagna Impresa 2030 segue con attenzione l’evoluzione del processo “Omnibus” riaffermando con determinazione i principi alla base della direttiva e opponendosi a ogni tentativo di indebolimento o deregolamentazione. La Campagna continua a lavorare in rete a livello europeo per garantire che i tentativi di deregolamentazione non attacchino i principi cardine della Direttiva, dei suoi obbiettivi originari di giustizia ambientale e sociale.

Segui con noi l’evoluzione del processo sui nostri canali​

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